Visualizzazione post con etichetta divertissement. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta divertissement. Mostra tutti i post

venerdì 23 marzo 2012

Com'è terribile il senso di straniamento dall'esistenza quando hai gli operai in casa.

Avere gli operai in casa, si sa, può diventare una fonte di stress terribile.
Polvere ovunque.
La sensazione che la tua storia sia tutta in quei calcinacci e che tu possa cambiare con una porta nuova.
Anche se poi resta tutto come prima.
A voi e alle sopracciglia impolverate dei muratori, dedico i miei Sonetti Edili.
Buon divertimento!



Calcinaccio n. 1

Non ho più la porta del bagno.
Non ho più la porta della mia stanza.
Non ho più una vita.


Calcinaccio n. 2

Vibrante sveglia a destare
il mio sonno.
Simposi di paste al forno
a inaugurare
polverose colazioni
e caffè sulla piastra
come novizia giovane Marmotta.


Calcinaccio n.3

Canzoni anni ottanta e bestemmie
mentre mattoni a pasta intera
solidificano ingressi
per nuovi baccanali.




ps. L'operaio nella foto è da intendersi come puro riferimento all'attività.
Per le sembianze direzione Lourdes.


sabato 24 settembre 2011

Niccolò Ammaniti "Che la festa cominci"

Durante un'intervista televisiva, presentando "Che la festa cominci", Ammaniti ha detto: "Dopo aver scritto Come Dio comanda ho pensato: scrivo una cazzata, una cosa che può far ridere."
E aveva ragione!

Due sono le storie che si intrecciano nel romanzo: quella di Saverio Moneta, leader di una sconclusionata setta satanica e quella di Fabrizio Ciba, affascinante scrittore di grido ai ferri corti con la sua casa editrice.
Sullo sfondo, un pantagruelico party a Villa Ada, nella Città Eterna, organizzato da Sasà Chiatti, un mafioso cafoncello arricchito, smanioso di emulare i fasti delle corti romane.
Un safari surreale, a metà fra Alice in Wonderland e Il Mago di Oz, che ha come protagonisti veline, tronisti, politici da due soldi, chirurghi estetici un pò macellai, destinati ad una fine grottesca.

Ok, non sarà il romanzo del secolo,ma è davvero comico.
Soprattutto perchè racconta, anche se in maniera paradossale, la triste anima dell'Italia di oggi.
Un piacevole divertissement, consigliato a chi ha molti chilometri davanti a sè.

Einaudi, Stile libero Big, 328 pag., 2009