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martedì 3 aprile 2012

Consigli setteperunici su Contemporary Art (Bukowski- Little Miss Sunshine- Marina città vecchia Taranto)



Per cercare la bellezza ovunque… Ad Albuquerque o nella Marina della città vecchia di Taranto.



Leggere: Quando mi hai lasciato mi hai lasciato tre mutande, di Charles Bukowski


Non ho mai creduto che la poesia fosse estranea alla realtà. Puoi raccontare di cieli assolati, del primo germoglio, del mare in tempesta, di un ermo colle. O puoi innamorarti della donna che al banco del pesce taglia per te un trancio di pesce spada.


“La ragazza al mercato del pesce sta in piedi e mi volta le/ spalle. Ha indosso un grembiule marrone e ha i capelli lunghi/ biondo oro. Sono giù al porto e c’è pesce dappertutto.”


Non arrenderti, cerca la bellezza. Ovunque.



Guardare: Little Miss Sunshine, di Jonathan Dayton e Valerie Faris


Siamo ad Albuquerque, nel Nuovo Messico.


La famiglia Hoover è una di quelle che definiremmo “allargate” e assai strambe. Un capofamiglia con velleità da saggista, una moglie isterica, un nonno cocainomane, uno zio omosessuale reduce da un tentato suicidio, ossessionato da Proust, un adolescente che cerca equilibrio nelle parole di Nietzsche e la piccola Olive che ambisce a vincere il titolo di Miss California. Per permettere alla bimba di conquistare la fascia, saltano tutti assieme su uno sgarrupato pulmino alla volta del concorso. Un viaggio dall’esito imprevedibile che gli regalerà una serenità insperata.




Andare: alla Marina nella città vecchia di Taranto.


È la mia città.


Su quella banchina ho desiderato, scritto, sognato, riso. Ho visto pescatori dai volti rudi, consumati dal sole e dalla salsedine, cantare dolci nenie ai pesci ed aprire magicamente le valve viscide e luccicanti delle cozze. Offrirne il frutto, con un sorriso sdentato. Ho ascoltato lo stridio dei gabbiani, abbracciato tramonti. Ho cercato di dimenticare e di guardare oltre quelle ciminiere fumanti.


Fallo anche tu.


Un grazie speciale a SettePerUno e a Roberta Tedesco.

mercoledì 21 marzo 2012

Agli amori che nascono in primavera


Driiin!
Suona il telefono.
Uno di quelli vecchio stampo, con la rotella impolverata dal tempo.
Una donna risponde.
Si chiama Alda, Alda Merini.
Dalla sua finestra le mura ingrigite dei Navigli.
Un uomo dall’altra parte del filo sorride.
Si chiama Michele, Michele Pierri.
Dalla sua finestra lo sciabordio delle onde marine.
Parlano tanto.
Ore, minuti, secondi. Parole che diventano versi.
Un fiume in piena, ossessione d’amore, redenzione, salvezza.
La poesia, la fame, la solitudine li muovono.

Io penso a quella che fui
quando morii mill’anni or sono
e adesso tua discepola e canto,
scendo giù fino al Golfo
a toccare la tua ombra superba,
o stanco poeta d’amore
fissato a una lunga croce…


Un amore che muta, diventa tangibile.
Diventa viaggio, stabilità, convivenza.
Lui le regala il mare, lei la sua follia d’amore.
Sposa-bambina di un uomo infinitamente buono, saggio.
Oggi, 21 marzo, il TUO giorno, celebro la vostra unione e regalo al mare una margherita gialla.
Brindo agli amori, quelli che sono nati scrivendo,
quelli legati ad un filo, quelli che ticchettano al suono di una tastiera, quelli che sorridono da una webcam.